<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><?xml-stylesheet type='text/xsl' href='http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/mmm2008-07-24_12.50/rsspretty.aspx?rssquery=en-US;http%3a%2f%2fultimocavaliere82.spaces.live.com%2ffeed.rss' version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:msn="http://schemas.microsoft.com/msn/spaces/2005/rss" xmlns:live="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" xmlns:dcterms="http://purl.org/dc/terms/" xmlns:cf="http://www.microsoft.com/schemas/rss/core/2005" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"><channel><title>Il Cavaliere Pazzo</title><description>I'm what I'm... It's only me... Welcome to my truth...</description><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/</link><language>en-US</language><pubDate>Sat, 30 Aug 2008 14:28:15 GMT</pubDate><lastBuildDate>Sat, 30 Aug 2008 14:28:15 GMT</lastBuildDate><generator>Microsoft Spaces v1.1</generator><docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs><ttl>60</ttl><live:identity><live:id>-3421238535333918366</live:id><live:alias>ultimocavaliere82</live:alias></live:identity><image><title>Il Cavaliere Pazzo</title><url>http://byfiles.storage.live.com/y1pVTL4Jc0NLYIiPIRzHLveG9zyazp8aVAI-RA2IQpLCW1THVCcJmD7Jg</url><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/</link></image><cf:listinfo><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="typelabel" label="Type" /><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="tag" label="Tag" /><cf:group element="category" label="Category" /><cf:sort element="pubDate" label="Date" data-type="date" default="true" /><cf:sort element="title" label="Title" data-type="string" /><cf:sort ns="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" element="comments" label="Comments" data-type="number" /></cf:listinfo><item><title>Baziwood</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!349.entry</link><description> «Di notte da Los Angeles si vede splendere lontano sulle alture di Beverly Hills una gigantesca scritta luminosa che proietta immense nel buio le sue lettere di fiamme: &amp;quot;Hollywood Land&amp;quot;. È il Sogno che fa balenare il suo richiamo alle genti. Hollywood, Mecca del Cinematografo.» (Arnaldo Fraccaroli,&amp;quot;Hollywood ovvero l’Illusione&amp;quot;, 7 agosto 1927 - &amp;quot;Corriere della Sera&amp;quot;). &lt;br&gt;Marco alzò gli occhi da quel ritaglio di giornale, capitatogli fra le mani mentre sistemava la scrivania del padre. “Hollywood” pensò ancora il ragazzo, e una smorfia che assomigliava ad un mezzo sorriso gli attraversò il volto per un istante. Riprese a sistemare documenti, continuando a rimuginare su quella frase: “il sogno che fa balenare il suo richiamo alle genti”. Un richiamo che non sarebbe mai giunto a Bazia, paesino di cinquecento anime o poco meno, incastrato a forza fra le montagne, a una cinquantina di chilometri da quella che Marco avrebbe definito “civiltà di base”: un cinema, un pub, un internet café…  &lt;br&gt;Invece, fra quelle case e quelle viuzze strette, sistemate confusamente intorno ad una piazza, c’erano solo il bar di Santi e la bottega di Nunziatina, oltre, naturalmente, alla chiesa. Per trovare una guardia medica si doveva scendere fino a Cresta, cinque chilometri più a valle. &lt;br&gt;&lt;br&gt;- Marco hai finito? Sbrigati che aspetto un cliente -. &lt;br&gt;&lt;br&gt;La voce era quella di suo padre. Il tono era quello piatto di sempre. Mai alterato, mai contrariato né felice. Sempre quello. E non sarebbe cambiato. &lt;br&gt;Venuti Rag. Salvatore, quarantotto anni, di cui quasi trenta spesi a far di conto. Mai un piede fuori dalla provincia, tranne quando era partito per il servizio militare, un periodo di cui, però, non parlava mai, come del resto della sua vita. &lt;br&gt;Fisico asciutto, né alto né basso. Giacca e cravatta, camicia rigorosamente bianca, accostamenti impeccabili, quasi sempre vestito di grigio.  No, non sarebbe cambiato mai il ragionier Venuti. Era quello che era stato ieri e ier l’altro, e sarebbe rimasto lo stesso anche dopodomani. Era figlio di quel paese, di quella vita, o nonvita che dir si voglia. Faceva parte del grande meccanismo di quella piccola realtà.&lt;br&gt;Una realtà certamente non facile per un ventenne che sogna e guarda la vita attraverso la tv e il monitor del suo pc, chiedendosi perché sia nato proprio lì.&lt;br&gt;Era sveglio Marco, un ragazzo con un’intelligenza acuta che faceva ferocemente a pugni col suo fisico da cartone animato. Alto, secco e incurvato come gli stoccafissi appesi nella bottega di Nunziatina, sorprendeva chiunque si trovasse a parlare con lui. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ascoltava, Marco. Ascoltava sempre, fissando chi gli stava davanti con i suoi occhi neri apparentemente assonnati. Poi, quando il suo interlocutore si interrompeva, lui attendeva un paio di secondi e finalmente diceva la sua. Avrebbe sorpreso chiunque con quella voce talmente roca che sembrava la prendesse sottoterra.  Ma più della voce riuscivano a sorprendere le sue battute, le risposte sferzanti, secche, ironiche. &lt;br&gt;&lt;br&gt;- Marco, allora, hai finito? E’ tardi! - &lt;br&gt;&lt;br&gt;Salvatore era arrivato di fronte alla porta spalancata dello studio. Marco sollevò lo sguardo un attimo, per abbassarlo subito dopo. Attese un paio di secondi e poi, con tono serissimo:&lt;br&gt;&lt;br&gt;- Si fa presto a dire «e tardi». Guarda che non tardo mica… Non ho granchè da fare oggi -. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Salvatore questa proprio non la capì. Si limitò a non commentare, come nella maggior parte dei casi. E sul volto di Marco, rivolto verso il pavimento, comparve un impercettibile ghigno divertito.&lt;br&gt;Non era facile capire se stesse scherzando o meno, e non poche volte la sua fresca sfrontatezza, da piccolo, gli era costata una fuga precipitosa per scampare agli schiaffoni di nonno Sasà, che però, dopo averlo fatto fuggire, se la rideva di gusto sotto i baffi canuti… Lo divertiva quel monello con gli occhi stralunati. &lt;br&gt;Ora il nonno non c’era più, ma Marco continuava a rispondere alla stessa maniera, facendo roteare per aria le parole, afferrandole da sottoterra e strofinandole sotto al muso di chi si aspettava di sentirgli dire tutt’altro.&lt;br&gt;La vita a Bazia scorreva senza tempo, come se tutto il paese roteasse su un gigantesco tapis roulant. Ogni giorno le stesse persone alla stessa ora negli stessi posti.  &lt;br&gt;&lt;br&gt;Gli occhi di Marco, però, continuavano a guardare, a scrutare non osservati, come sempre. Ma nemmeno quegli occhi così attenti, così pronti, avrebbero mai potuto intravedere ciò che da lì a poco avrebbe sconvolto la sua vita.&lt;br&gt;A volte basta poco per cambiare le sorti di un popolo, figurarsi di una singola persona. Nel caso di Marco il fato assunse la forma di un pneumatico malinconicamente afflosciato lungo la strada statale che costeggiava Bazia. Attaccata al suddetto pezzo di gomma, un’elegante berlina tedesca. Un tipo d’auto che non si vedeva facilmente da quelle parti. E che avrebbe sicuramente attirato l’attenzione di qualche benedetto passante, magari pronto a dare una mano al tizio che in quel momento stava imprecando al cellulare, anzi, per meglio dire, col cellulare… Tra quelle montagne non era difficile trovarsi in una zona senza copertura telefonica. E il curvone in cui l’auto era rimasta in panne era proprio una di queste. &lt;br&gt;Nel frattempo un vecchio Booster dalla marmitta caciarona arrancava a stento verso il destino del suo giovane proprietario. Le gambe di Marco, troppo lunghe per stare comodamente su quello scooter, spuntavano inclinate ai lati del motorino quasi fossero delle appendici aerodinamiche, coperte da un paio di jeans oversize che ne celavano la reale magrezza. Sul retro del giubbottino smanicato una scritta, “I’m not mad”, applicata a mano. &lt;br&gt;&lt;br&gt;La strada fra Cresta e Bazia si percorreva in cinque minuti. All’andata, perlomeno, visto che per quel rottame scarburato ogni risalita sarebbe potuta essere l’ultima.  Marco imboccò l’ultimo rettilineo prima del bivio che lo avrebbe dirottato verso il suo futuro. Infilò la biforcazione come sempre, e dopo la curva si ritrovò di fronte un vestito che si muoveva istericamente. L’abito conteneva a stento un uomo tracagnotto, buffissimo e sudaticcio.&lt;br&gt;Il ragazzo, con calma glaciale, rallentò fino a fermarsi. Sceso dallo scooter si sistemò con le mani i lunghi capelli castani che rendevano il suo viso ancora più affilato. Si avvicinò all’uomo, che nel frattempo aveva smesso di dimenarsi e, arrivato a un metro da questi, inclinò il capo ed iniziò a scrutarlo dall’alto in basso, col suo solito sguardo inespressivo. Quando gli occhi di Marco incontrarono finalmente quelli dell’uomo in doppiopetto, questi era perfettamente immobile, le braccia quiete lungo i fianchi tondeggianti, il cellulare nella mano destra. Marco protese leggermente il collo in avanti, facendolo sembrare ancora più lungo di quanto fosse in realtà e, finalmente, senza staccare gli occhi da quelli dell’uomo, inarcando le sopracciglia disse: &lt;br&gt;&lt;br&gt;- Bella macchina… - &lt;br&gt;&lt;br&gt;Poi, in un silenzio surreale passò un tempo brevissimo e interminabile. E accadde. Come accade sempre. &lt;br&gt;Un boato da dentro, irrefrenabile, incontenibile. Quell’energia spudorata che risale dal cuore, afferra l’aria dai polmoni e svicola tra le corde vocali, fino a esplodere dalla bocca già aperta. &lt;br&gt;Una risata vera, sfacciata, incontrollabile si impossessò dell’uomo in doppiopetto. Iniziò a ridere a crepapelle. Si accasciò sulle ginocchia tozze, affannandosi, cercando di riprendere fiato, boccheggiando come si fa solo in quei casi, con le lacrime agli occhi e il viso paonazzo. Osservò allora il volto imperturbato del ragazzo e riprese più forte di prima. Sulla faccia di Marco comparve il solito ghigno impercettibile. &lt;br&gt;Non appena riuscì a calmarsi, l’uomo si rialzò, barcollando ancora sulle piccole gambe. Respirò profondamente e poi disse: &lt;br&gt;&lt;br&gt;- Ma tu chi sei? Da dove salti fuori? Quella voce così strana come può essere quella di un ragazzo? Mi stai prendendo per il culo? -   &lt;br&gt;&lt;br&gt;In pochi secondi esplose decine di parole verso il ragazzo che aveva di fronte. Marco non si scompose minimamente. Continuando a fissare allo stesso modo l’interlocutore, prese fiato impercettibilmente e poi rispose: &lt;br&gt;&lt;br&gt;- Marco. Dal bivio. Non so. No - &lt;br&gt;&lt;br&gt;L’uomo dilatò gli occhi stordito e si grattò la nuca con fare riflessivo. &lt;br&gt;&lt;br&gt;- Si. Mi stai prendendo per il culo. E lo fai da dio – concluse farfugliando quasi fra sé e sé. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Tra il divertito ed il rassegnato, riprese a parlare: &lt;br&gt;&lt;br&gt;- Mi chiamo Tonino Ljungberg. Potresti darmi un passaggio fino al paese più vicino? Dovrei far riparare l’auto – &lt;br&gt;&lt;br&gt;Il ragazzo girò su se stesso senza dire una parola, inforcò il motorino e si avvicinò all’uomo facendogli cenno di montare sullo scooter.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Al bar di Santi, Tonino e Marco parlarono molto. Più che altro, quello che parlò fu quasi sempre il signor Ljungberg. Marco si limitò ad annuire e, di tanto in tanto, a buttare lì qualche frase che, puntualmente, fece sbellicare dalle risate il povero uomo in doppiopetto. Marco quel pomeriggio scoprì molte cose. Scoprì quanto lo faceva stare bene far ridere qualcun altro. Scoprì che esisteva almeno una persona cui piacesse il suo humor. Scoprì, soprattutto, che Tonino era mr. “Toljun”, ossia il proprietario di una fra le più grandi aziende produttrici di format televisivi d’Europa. &lt;br&gt;Ljungberg non era lì per caso. Avrebbe dovuto incontrare uno dei suoi sceneggiatori, da quelle parti per visionare una “location”, un parolone per descrivere il luogo in cui si effettuano delle riprese cinematografiche. Decise di portare Marco con sé e glielo chiese. Per tutta risposta il ragazzo si alzò dal tavolo al quale erano seduti, indossò il giubbottino e si avviò verso l’uscita del bar, bloccandosi poco prima della porta. &lt;br&gt;&lt;br&gt;- Devo prenderlo come un si? – gli urlò divertito Tonino. &lt;br&gt;&lt;br&gt;E, dopo tanto tempo, gli occhi di Marco ebbero un lampo, si spalancarono e sorrisero assieme alle labbra sottili che il ragazzo aveva finalmente dischiuso, tradendo tutta la freschezza dei suoi vent’anni. Si girò senza parlare e, alzate le braccia, le piegò indicando coi pollici la scritta applicata a mano: “I’m not mad”. L’uomo in doppiopetto sorrise a sua volta, pagò il conto e si avviò verso l’uscita.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Recuperata l’auto dal meccanico, i due si diressero verso Castell’Umberto, un paese vicino, dove lo sceneggiatore stava studiando alcune zone che gli erano state segnalate per girare una fiction. Durante tutto il tragitto Marco non parlò, limitandosi ad osservare con attenzione tutto quello che fece Ljungberg. Ascoltò in silenzio la mezza dozzina di telefonate in vivavoce, le sfuriate di Tonino con i suoi collaboratori, le parole dolci di padre a Lorenzo, dodicenne alle prese con i compiti di scuola, che gli rimproverava di non essere mai presente. Guardò l’uomo che aveva accanto. I pugni di rabbia scagliati contro il volante, le risate autentiche. Burbero, dolce, spietato e indulgente. &lt;br&gt;Emozioni. &lt;br&gt;Quelle che avrebbe desiderato vivere lui. Quelle che gli erano mancate fino a quel momento. Marco decise in quel preciso istante. Appoggiò meglio la schiena al sedile e si rilassò. Alla radio suonavano i Green Day: Boulevard of broken dreams.  Alzò il volume e volse lo sguardo all’esterno dell’auto. Salutò in silenzio tutto quel mondo che scorreva via, e abbozzò il suo solito ghigno. Ora aveva un progetto. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+Baziwood&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>r@cc0nt1</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!349.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!349.entry</guid><pubDate>Wed, 16 Jul 2008 19:07:38 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!349/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!349.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-07-16T19:07:38Z</dcterms:modified></item><item><title>Il cerchio nel mare del tempo</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!346.entry</link><description> &lt;font style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)" size=6&gt;M&lt;/font&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;arco distolse per un attimo lo sguardo dal monitor del suo computer, quel tanto che bastò per accorgersi, d’improvviso, che la luce del sole aveva quasi compiuto il suo lento declino dietro le montagne, al di là dello Stretto. Dall’altra sponda le prime luci iniziavano a rifrangersi sulle acque quiete di quella serata, violate solo dal lento incedere di alcune navi di passaggio.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Si alzò in piedi, e strofinò gli occhi stanchi col dorso delle mani. Il documento che scorreva sullo schermo luminoso era quasi terminato. L’avrebbe dovuto presentare il giorno successivo, e stava apportando le ultime modifiche. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Tenne le palpebre chiuse ancora per qualche istante, e quando le riaprì lo sguardo cercò nuovamente il mare, senza che lui se ne rendesse nemmeno conto.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Si conosceva… La sua bocca si contrasse in una smorfia che assomigliò ad un mezzo sorriso. Andò a recuperare la giacca nella stanza accanto e prese le chiavi di casa. Non sarebbe mancato molto, ma non avrebbe comunque rischiato di svegliare nessuno al suo ritorno. Fece per uscire, e di colpo si ricordò di quel maledetto telefonino. Lo prese dallo scaffale vicino alla finestra e chiuse la porta dietro di sé.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;          Non ebbe bisogno di utilizzare l’auto. Il mare distava un centinaio di metri da casa sua, e così raggiunse la spiaggia a piedi. Attraversò la strada statale e scese fino alla riva, dove lo attendeva il solito scoglio a forma di conca. Si sistemò con cura sulla sua personalissima poltrona e chiuse gli occhi. Inspirò l’aria pungente di quella sera. La inspirò più forte che potè, fin quando non gli bruciarono le narici. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Ogni volta era come se si depurasse. Come se le correnti dello Stretto trascinassero via tutti i suoi problemi, le piccole amarezze di una vita, tra i suoi alti e bassi, comunque serena… &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Riaprì gli occhi e il suo sguardo corse lontano, al punto in cui le potenze dei due mari si incontrano; laddove, ogni notte, Scilla e Cariddi accompagnano i naviganti su quelle acque di vetro.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Nel frattempo il quieto sciabordio schiumoso sommergeva e riportava in superficie, sempre più velocemente, un piccolo scoglio a pochi metri dalla riva. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Il mare innalzò la sua voce, quasi a voler ricordare di essere il padrone incontrastato di tutto ciò che era stato ed era ancora. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Marco credette fosse ora di andare. Il suo possente ospite aveva deciso di congedarlo, senza possibilità di replica alcuna.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Fu allora che un’onda si innalzò in maniera del tutto inaspettata, morendo con un violento fragore sulla spiaggia ghiacciata di quella sera.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Marco fortunatamente era già in piedi. Si spostò appena in tempo per evitare di essere investito dall’acqua, che si ritrasse quasi subito, lasciando dietro di sè uno stuolo di pietre, denudate della sabbia che ne nascondeva la presenza.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Intanto il mare, incredibilmente, sembrava aver placato la propria voce, quasi a voler permettere che l’uomo si avvicinasse nuovamente al punto da cui si era appena allontanato. Era un richiamo insensato, ma lui vi rispose.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;La luce dei lampioni non arrivava fin laggiù. Solo la luna e le fioche lampare dei pescatori avrebbero aiutato la sua vista in quella ricerca. Ricerca di cosa poi? E a quale scopo? Se lo chiese più volte mentre con le mani snocciolava le pietre sulla riva… &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Alla fine la logica ebbe il sopravvento. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Marco decise di interrompere quella perdita di tempo e fece per andarsene, piazzando il primo passo sulla sabbia umida. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Scivolò.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Si accasciò sulle ginocchia e solo uno scoglio, offertosi come insolito quanto provvidenziale appiglio, gli permise di non rovinare per terra. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Dopo un paio di secondi di smarrimento si riebbe, e cercò di capire cosa gli avesse fatto perdere l’equilibrio.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Ormai neppure la luna, oscurata dalle nuvole, lo avrebbe potuto aiutare. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Non si perse d’animo e, inginocchiatosi, iniziò a tastare il terreno.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Non ci volle molto. Appena sotto la sabbia le mani scovarono una forma fredda e dura. Qualche secondo ancora e Marco riconobbe quell’oggetto, inconfondibile anche al buio: era una bottiglia di vetro. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Risalì la spiaggia fino a raggiungere la statale e, una volta sotto il fascio di luce di un lampione, iniziò ad analizzare la sua scoperta.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Il vetro era scuro e spesso, e tutt’intorno le incrostazioni e i residui di alghe tradivano una lunga permanenza in mare. La forma assomigliava a quella delle bottiglie di scotch. Il tappo era metallico, probabilmente d’acciaio, visto che aveva resistito tutto quel tempo. La cura con cui quel contenitore era stato sigillato lasciava intendere che chi lo aveva chiuso sapeva ciò che stava facendo, ma soprattutto non voleva che quello che c’era dentro venisse danneggiato. Perché, nonostante pesasse così poco, dentro ci doveva sicuramente essere qualcosa.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;          Marco tornò a casa. Erano passate un paio d’ore da quando se n’era andato e, anche se il maledetto telefonino non aveva ancora squillato, sicuramente tutti si stavano chiedendo dove si fosse cacciato.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Aprì la porta di casa senza fare rumore, e si accorse che ancora non c’era nessuno. Meglio per lui, che così avrebbe avuto tutto il tempo di dare un’occhiata più approfondita al suo mistero di vetro.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Provò inutilmente a svitare quel tappo d’acciaio; provò a forzarlo con tutti gli attrezzi che aveva a disposizione. Ma non riuscì nel suo intento. Allora, ormai vinto dalla curiosità, decise di passare alle maniere forti: avvolse la bottiglia in uno spesso asciugamano di spugna e, con una martellata decisa, infranse quel piccolo sarcofago del mare. Tolse l’asciugamano, facendo attenzione alle schegge, e si trovò di fronte un rotolino di carta ingiallita, chiuso dentro un anello. Lo raccolse e, d’istinto, sfilò il gioiello, che sembrava, e quasi sicuramente era, una fede d’oro.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Osservò quell’oggetto con un’attenzione che non ricordava di avere mai prestato, almeno negli ultimi anni. Guardò meglio all’interno della vera e lesse un nome e una data: Lisa – 12/02/1936.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;La fede sembrava intatta. La osservò controluce: neppure un graffio, come se non fosse mai stata indossata.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;La mise da parte, pensando non avesse alcun’altra informazione da offrirgli. Passò quindi al foglio. Lo aprì con molta cautela, visto il colore e lo stato di conservazione. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Fortunatamente la parte scritta si trovava all’interno e, seppure scolorito quasi totalmente, in alcuni punti l’inchiostro aveva retto abbastanza da capirci qualcosa.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;La grafia era molto curata.  Sicuramente chi aveva scritto sapeva ciò che faceva.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;“Dolore”… “ricordo”… “sempre”... “pace”.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Di quello che doveva essere il corpo della lettera erano rimaste solo queste quattro parole. Ma la cosa più grave era che, l’ombra che presumibilmente un tempo era stata una firma, adesso era quasi completamente illeggibile. Le uniche cose che restavano miracolosamente quasi intatte erano un acronimo, “R.I.P.” e la dicitura “Messina”, in calce al foglio, nella parte più riparata.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Squillò il citofono, scuotendo bruscamente Marco dal suo mistero. L’uomo rispose e aprì il portone, per poi ripulire tutti i cocci di vetro e nascondere frettolosamente tutto il resto. Aveva deciso: non avrebbe fatto parola con nessuno del suo segreto. Lo avrebbe risolto da solo. O magari con l’aiuto di qualche vecchio amico…&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;In un paio di minuti la famiglia fu al completo e, dopo una rapida cena, l’uomo si accorse di aver lasciato in sospeso quel benedetto documento sullo schermo del computer. Quella sera non ce l’avrebbe fatta di sicuro a completarlo. Era troppo stanco e decise che avrebbe rimandato tutto all’indomani. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;          Il giorno seguente Marco uscì presto di casa. Aveva dormito male, sognando l’ombra di una donna con un foglio in mano ed una fede al dito. Ed ora era più che mai deciso a venire a capo di quel mistero, che lo aveva già completamente rapito. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Erano molti gli amici di vecchia data. E sicuramente qualcuno di loro avrebbe potuto aiutarlo a trovare degli altri pezzi di quell’intricato puzzle. Del resto, in tanti, nel corso degli anni, avevano ricevuto favori dal prof. Marco D’Angelo, docente di storia moderna all’università di Messina; e nessuno si sarebbe tirato indietro di fronte a una sua richiesta, seppure stramba.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Per cercare di venire a capo di quel mistero pensò subito di rivolgersi a Sergio D’Andrea, a lungo suo collega e tutt’ora grande amico. Sergio era un esperto di rilevazioni spettroscopiche. Utilizzando quella particolare tecnologia, nel corso degli anni, era riuscito a ricostruire parecchi documenti danneggiati dal tempo e dalla mano dell’uomo. Marco pensò che sicuramente gli avrebbe potuto dare un aiuto.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Sergio fu felicissimo di rivedere il suo vecchio compagno di lavoro, e si mise subito a disposizione per effettuare un’analisi del foglio. Il prof. D’Angelo sarebbe potuto passare l’indomani per sapere qualcosa in più su quel pezzo di carta ingiallita.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Ma non sarebbe bastato. Così, Marco, con in corpo un’eccitazione che da tanto tempo non sentiva più, decise di rivolgersi ad Antonio Labate, un numismatico di sua conoscenza; un tipo brusco e sbrigativo, ma sicuramente il più valido esperto di Messina in materia di gioielli ed affini.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;          Antonio lo accolse col solito broncio, bofonchiando qualcosa di incomprensibile. Lo fece accomodare e si sistemò dietro la sua scrivania con la sua collezione di lenti. La sua fama non era immeritata. Riconobbe subito il tipo di incisione, e diede a Marco la notizia che rappresentò il primo tassello del rompicapo: quella che aveva in mano non era sicuramente una fede nuziale.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Quel tipo di anello differiva dalla vera per alcuni piccoli particolari incisori, che ne facevano un oggetto quasi unico, prodotto da un solo orafo a Messina, ormai scomparso da molti decenni. La sua specialità era la produzione di gioielli per la commemorazione di chi moriva in giovane età. A commissionarglieli erano solitamente i genitori o il coniuge di chi aveva lasciato prematuramente questo mondo.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Marco ringraziò Antonio che, come al solito, rispose col suo grugnito di commiato.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Si recò, quindi, allo Stato Civile per consultare gli archivi dei decessi del 1936, ma dopo una lunga consultazione non trovò niente. Nessuna Lisa era morta il 12 febbraio del 1936.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;“Non ha senso” pensò il prof. D’Angelo, ormai gettato a capofitto alla ricerca della soluzione di quel mistero che, di colpo, tornava a infittirsi. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Rientrò a casa, continuando a rimuginare su quella faccenda. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;          A tavola, quella sera, nessuno si rese conto del suo stato d’animo. Anche se era evidente che c’era qualcosa di nuovo in lui… o di vecchio. Qualcosa, nel suo sguardo. Un piglio che pensava di avere perduto da tempo e che, invece, era riemerso da chissà dove, e chissà come, grazie a quella bottiglia ed al suo contenuto misterioso.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Tornò al suo computer, ma stavolta non ebbe proprio voglia di completare quel documento in attesa sul desktop. Ormai aveva un solo scopo: risolvere quell’enigma. E attese con impazienza che arrivasse il giorno successivo.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Non appena l’orologio del salone rintoccò le otto, Marco indossò la giacca ed uscì di casa. Non riuscì a descrivere neppure a sé stesso la sensazione che provava in quel momento. Si sentiva come un diciottenne che correva verso i suoi esami di Stato. Era come se qualcuno, tutto d’un tratto, avesse scrollato via dalle sue spalle la polvere pesante dei titoli, delle esperienze, delle responsabilità di adulto. Si sentiva di nuovo padrone del mondo. Con un obiettivo che adesso aveva la priorità su tutto il resto.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Ritornò da Sergio D’Andrea per ritirare i risultati della spettroscopia e il documento.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Il suo amico lo stava aspettando. Lui aveva capito tutto. Aveva visto quel vecchio sguardo negli occhi di Marco, e si era messo al lavoro per riuscire ad aiutarlo in questa avventura.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Sergio non era solito deludere il suo amico, e la regola non fu tradita neppure questa volta. Era riuscito a ricostruire gran parte del documento, e adesso si poteva leggere quasi interamente quello che, ormai senza dubbio, era una via di mezzo tra un epitaffio ed una struggente lettera d’addio: “Figlia mia, il dolore che oggi ci strazia il cuore e le membra non si sopirà mai. Ma non dubitare, il ricordo del tuo viso, della gioia che ci desti, resterà per sempre nelle nostre anime e nelle nostre menti. Torneremo nella nostra Patria, ma tu resterai per sempre qui, dove nascesti, per continuare a sognare in pace, per sempre. With love”. In calce alla lettera, Marco potè finalmente leggere la firma che fino al giorno prima era solo un alone sbiadito. C’era scritto “George Sanderson”. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;La testa di Marco parve scoppiare. Ringraziò Sergio e uscì per strada. Iniziò a passeggiare, pensando convulsamente. Lui allo Stato Civile c’era andato, aveva controllato tutti i documenti esistenti, ma nessuna Maria era morta in quel giorno. Non ci poteva essere margine d’errore. “A meno che… Ma certo!”. Si fermò di colpo e reclinò la testa all’indietro, con lo sguardo fisso verso il cielo, come se un’illuminazione lo avesse colpito in quel preciso istante.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;           Salì in auto e si diresse verso gli uffici dello Stato Civile, ansioso di capire se la sua intuizione era stata giusta.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Dovette fare parecchia impressione all’impiegata che lo accolse, perché la poverina non disse nulla, si limitò ad assecondare quell’uomo stralunato, che non vedeva l’ora di controllare chi fosse morto settantun’anni prima. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Estrassero nuovamente tutti i registri, fino a trovare quello che interessava al prof. D’Angelo. Ma stavolta Marco volle controllare i morti del 2 dicembre 1936.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Infatti, gli era venuto in mente solo qualche minuto prima che gli anglosassoni utilizzano un altro metodo di datazione, con un ordine invertito tra mese e giorno. Così il 12/02/1936, semplicemente era il 2 dicembre 1936. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Il ragionamento filava. Ora bisognava vedere se il professore di storia moderna era stato in grado di risolvere il suo mistero.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;L’impiegata sfogliò lentamente il vecchio registro polveroso, e ad ogni pagina il cuore di Marco ebbe un battito sempre più forte, sempre più veloce. Fin quando non arrivò, finalmente, alla pagina che più gli interessava. Forse come nient’altro in quel momento.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;- Elle, elle… Lara… Lelia… Linda… LISA! Eccola qui, signore! Lisa Sanderson, nata il 15 aprile 1933 a Portsmouth, Inghilterra e morta qui a Messina il 2 dicembre 1936… - . &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Le parole di quella donna suonarono come una musica di vittoria per Marco. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;- SI! Lo sapevo! - esplose il professore, alzando un pugno chiuso verso il cielo, di fronte agli occhi sempre più sbigottiti dell’impiegata.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Il suo mistero aveva finalmente una soluzione. Adesso avrebbe potuto riprendere la vita di sempre… O magari no? Forse in effetti c’era ancora qualcosa da fare.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;          Quella sera, dopo la solita cena in famiglia, Marco si sedette al computer, deciso a completare quel documento che aveva fatto aspettare fin troppo sul monitor. Il giorno dopo sarebbe andato a depositarlo… Il tempo ormai stringeva.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;L’orologio del soggiorno quella mattina suonò le otto, ma Marco era già uscito di buon’ora. Aveva un paio di cose da fare, e poco tempo a disposizione.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Consultò il registro catastale del cimitero inglese di Messina, una zona all’interno del Cimitero Monumentale in cui, nel corso dei secoli scorsi, avevano trovato riposo centinaia di cittadini anglosassoni che avevano deciso di stabilirsi in città. E che l’avevano amata fintanto da decidere di passarci l’eternità. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Non fu facile, ma il prof. D’Angelo riuscì a trovare la tomba di Lisa. Era ormai in rovina. Marco si chinò affannosamente sulla lapide e vi poggiò una rosa rossa con lo stelo infilato nell’anello e il foglio ingiallito avvolto intorno ad esso.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Non sapeva perché il padre di Lisa avesse consegnato al mare il suo ultimo saluto alla figlia amata, ma certamente sapeva che il posto giusto per custodire quel segno d’amore era lì, dove tutto perde il senso e diventa immensità. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Dalla tasca di Marco cadde una busta. Si chinò per raccoglierla e sorrise riguardando quel foglio di carta. C’era scritta una serie di paroloni astrusi, di quelli che solo i medici, con la loro pessima calligrafia, riuscivano a buttare giù. Niente a che vedere con la scrittura elegante e forbita di Mr. Sanderson, of course… &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Rise, Marco. Rise, leggendo ancora una volta, alla fine del foglio, quella parola che sapeva di sentenza: “Metastasi”…. Ne era a conoscenza da tempo. Non lo aveva detto a nessuno; ne aveva fatto il proprio segreto, che lo avrebbe accompagnato fino alla fine. Ma poi… Poi quella bottiglia dal nulla che lo aveva riportato alla vita, che gli aveva ridato un motivo per sperare, per sentirsi ancora l’uomo che era stato un tempo.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Certamente. Adesso quella sentenza sapeva un po’ di beffa. Ma la vita era quella, e bisognava accettarla. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;          Marco ripensò a quegli ultimi giorni, mentre andava a consegnare quel documento al notaio. Era un testamento semplice, senza condizioni particolari. Più che altro un modo per salutare tutti nell’ora dell’ultimo sorriso. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;Si, perché Marco aveva ripreso a sorridere, e finalmente se ne accorsero anche i suoi figli. E i suoi nipoti… Perfino il pronipotino appena nato. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;A 87 anni, del resto, si può immaginare: ogni attimo diventa prezioso come una goccia di infinito, consegnata per sempre ad una bottiglia di vetro dispersa nel mare dell’eternità.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;br style="font-family:Tahoma;color:rgb(0, 32, 96)"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;   &lt;br&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+Il+cerchio+nel+mare+del+tempo&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>r@cc0nt1</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!346.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!346.entry</guid><pubDate>Wed, 16 Jul 2008 18:47:34 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!346/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!346.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-08-07T09:03:06Z</dcterms:modified></item><item><title>I racconti folli del Cavaliere Pazzo</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!345.entry</link><description>&lt;font face=Tahoma size=6&gt;D&lt;/font&gt;&lt;font face=Tahoma&gt;urante il tempo trascorso a girare senza sosta sulla mia giostra immaginaria (ma non troppo) sono tante le cose passate per la mente, scorse via sotto il Sole o attraverso il riflesso della Luna specchiata sullo Stretto.&lt;br&gt;Tante follie, qualche risata e alcune lacrime. &lt;br&gt;Pezzi di deliri perduti per sempre tra le onde del mare.&lt;br&gt;Quasi tutti.&lt;br&gt;Qualche pazzia, infatti, ho deciso di appuntarmela per non farla andare via. &lt;br&gt;Adesso ho deciso di condividere con chiunque vorrà le mie personali &lt;i&gt;schizzerie, &lt;/i&gt;le paranoie immaginarie di un povero Cavaliere che sfreccia su un cavallo di legno.&lt;br&gt;Rispondo in anticipo a chi mi volesse chiedere perchè ho scritto quel che leggerete dicendo che una vera ragione non esiste, visto che stiamo parlando di follia pura.&lt;br&gt;La follia non ha bisogno di giustificazioni.&lt;br&gt;E chi è folle parte avvantaggiato, perchè nessuno chiederà mai spiegazioni ad un pazzo.&lt;br&gt;E quest'ultimo sarà il padrone del Mondo, dall'alto della sua delirante libertà.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Venghino Siore e Siori!&lt;br&gt;Il parco del Cavaliere Pazzo ha riaperto i battenti!&lt;br&gt;Le giostre sono libere, il prezzo è equo: un sogno ed un sorriso.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Solo un'avvertenza... &lt;br&gt;Non date da mangiare a Scilla e Cariddi...&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt; &lt;br&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+I+racconti+folli+del+Cavaliere+Pazzo&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>r@cc0nt1</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!345.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!345.entry</guid><pubDate>Wed, 16 Jul 2008 18:40:04 GMT</pubDate><slash:comments>1</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!345/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!345.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-07-16T18:41:02Z</dcterms:modified></item><item><title>Un qualsiasi giorno irripetibile</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!338.entry</link><description>&lt;span style="font-family:Verdana"&gt;“… E allora se passo tra un quarto d’ora sotto casa tua me lo presti?”&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Verdana"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana"&gt;Quasi mai ci si rende conto dell’importanza di un singolo momento mentre lo si sta vivendo… &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Verdana"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana"&gt;E’ stato un attimo qualunque, il punto esatto in cui una diga salta. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Verdana"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana"&gt;Nessuno sa calcolare l’istante preciso nel quale il cemento armato, per chissà quale motivo, si sgretola tutto in una volta sotto la pressione dell’acqua e lascia che questa travolga ogni cosa.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Verdana"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana"&gt;La mia diga si è disintegrata alle dodici e mezza di un qualsiasi 2luglio2007, in una meravigliosa giornata di mezz’estate.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Verdana"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana"&gt;E una cascata d’acqua limpida si è riversata sulle mie paure, sulle sofferenze, scorrendo come un fiume impetuoso tra i pregiudizi, sommergendo ricordi di vecchi dolori, diluendo le lacrime fino a disperderne il sale.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Verdana"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana"&gt;E quando il fiume si è arrestato, dopo la sua corsa di purificazione distruttiva, per la prima volta dopo tanto tempo sono riuscito a inspirare profondamente, come fossi rimasto in apnea per anni, come fossi riemerso dalle acque di quel lago improvvisato, tirando un sospiro di vita, accecato dal sole dopo tanto buio.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Verdana"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana"&gt;Tornare alla vita è meraviglioso. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Verdana"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana"&gt;Rendersi conto che in realtà non si era ancora vissuto lo è di più…&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Verdana"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+Un+qualsiasi+giorno+irripetibile&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>inoisselfir</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!338.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!338.entry</guid><pubDate>Wed, 02 Jul 2008 06:39:45 GMT</pubDate><slash:comments>5</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!338/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!338.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-07-02T06:40:55Z</dcterms:modified></item><item><title>A Te...</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!336.entry</link><description> &lt;div style="text-align:center"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;A te che sei &lt;span style="font-style:italic"&gt;l’unica al mondo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-style:italic"&gt;L’unica ragione&lt;/span&gt; per arrivare fino in fondo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Ad ogni mio respiro&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Quando ti guardo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Dopo un giorno pieno di parole&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Senza che tu mi dica niente&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Tutto si fa chiaro&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;A te che mi hai trovato&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;All’ angolo coi pugni chiusi&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;Con le mie spalle contro il muro&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;Pronto a difendermi&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;Con gli occhi bassi&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;Stavo in fila&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;Con i disillusi&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;Tu mi hai raccolto come un gatto&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;E mi hai portato con te&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;A te io canto una canzone&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Perché non ho altro&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Niente di meglio da offrirti&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Di tutto quello che ho&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Prendi il mio tempo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;E la magia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Che con un solo salto&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Ci fa volare dentro all’aria&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Come bollicine&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;A te che sei&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Semplicemente sei&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Sostanza dei giorni miei&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Sostanza dei giorni miei&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;A te che sei il mio grande amore&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Ed il mio amore grande&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;A te che hai preso la mia vita&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;E ne hai fatto molto di più&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;A te che hai dato senso al tempo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Senza misurarlo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;A te che sei il mio amore grande&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Ed il mio grande amore&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;A te che io&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;Ti ho visto piangere nella mia mano&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;Fragile che potevo ucciderti&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;Stringendoti un po’&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;E poi ti ho visto&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;Con la forza di un aeroplano&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;Prendere in mano la tua vita&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;E trascinarla in salvo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;A te che mi hai insegnato i sogni&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;E l’arte dell’avventura&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;A te che credi nel coraggio&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;E anche nella paura&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;A te che sei la miglior cosa&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;Che mi sia successa&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;A te che cambi tutti i giorni&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;E resti sempre la stessa&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;A te che sei&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Semplicemente sei&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Sostanza dei giorni miei&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Sostanza dei sogni miei&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;A te che sei&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Essenzialmente sei&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Sostanza dei sogni miei&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Sostanza dei giorni miei&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;A te che non ti piaci mai&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;E sei una meraviglia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Le forze della natura si concentrano in te&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Che s&lt;span style="font-style:italic"&gt;ei una roccia &lt;/span&gt;sei una pianta sei un uragano&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;A te che sei l’unica amica&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;Che io posso avere&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;L’unico amore che vorrei&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting;font-style:italic"&gt;Se io non ti avessi con me&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;&lt;span style="font-family:Lucida Handwriting"&gt;e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;br&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+A+Te...&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>Musica</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!336.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!336.entry</guid><pubDate>Tue, 08 Apr 2008 05:30:09 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!336/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!336.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-04-08T05:30:09Z</dcterms:modified></item><item><title>Se...</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!334.entry</link><description> &lt;div style="text-align:center"&gt;&lt;p&gt;Se riesci a conservare il controllo quando tutti&lt;br&gt;
      Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;&lt;br&gt;
      Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti &lt;br&gt;
      Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;&lt;br&gt;
      Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,&lt;br&gt;
      O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne, &lt;br&gt;
      O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,&lt;br&gt;
      E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
    &lt;p&gt;Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone; &lt;br&gt;
      Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;&lt;br&gt;
      Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina &lt;br&gt;
      E trattare allo stesso modo quei due impostori; &lt;br&gt;
      Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto&lt;br&gt;
      Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi&lt;br&gt;
      O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante, &lt;br&gt;
      E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
    &lt;p&gt;Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite &lt;br&gt;
      E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,&lt;br&gt;
      E perdere e ricominciare di nuovo dal principio &lt;br&gt;
      E non dire una parola sulla perdita; &lt;br&gt;
      Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi&lt;br&gt;
      A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,&lt;br&gt;
      E a tener duro quando in te non resta altro &lt;br&gt;
      Tranne la Volontà che dice loro: &amp;quot;Tieni duro!&amp;quot;.
    &lt;p&gt;Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù, &lt;br&gt;
      E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,&lt;br&gt;
      Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,&lt;br&gt;
      Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;&lt;br&gt;
      Se riesci a occupare il minuto inesorabile &lt;br&gt;
      Dando valore a ogni minuto che passa, &lt;br&gt;
      Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa, &lt;br&gt;
      E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!
    &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rudyard Kipling&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+Se...&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!334.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!334.entry</guid><pubDate>Mon, 03 Mar 2008 06:55:31 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!334/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!334.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-03-03T06:55:31Z</dcterms:modified></item><item><title>L'ultimo dei giorni interminabilmente brevi</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!333.entry</link><description>&lt;div&gt;Meno uno... Oggi, quando uscirò da qui non potrò portare con me il badge. Lo dovrò riconsegnare alla Security, che non so cosa ne farà. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Meno uno... E si accavallano ancora le cose da fare, un video da ultimare freneticamente per poter chiudere tutte le pendenze, i lavori svolti e sovrapposti lungo questi 45 giorni interminabilmente brevi... Giorni durante i quali ho scoperto tutto un mondo, volti, sorrisi, sguardi, pezzi di vita e di realtà. Sogni materiali e verità volatili. Persone.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Si. Ho conosciuto persone; né colleghi né insegnanti. Persone, con i loro pregi e difetti, da prendere per come sono, con le proprie specialità. Perché quando apprezzi qualcosa o qualcuno, ho imparato, la prendi per intero, accettandola. E io ho preso per intero questa fetta di vita, ne ho provato il gusto fino in fondo. E sono cresciuto. Sono cambiato, come ogni volta. E non dimenticherò.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Meno uno, quasi meno mezzo. Anzi... Mi sto accorgendo che adesso mancano appena poche ore alla fine di questa avventura negli U.S.A. de Noantri... Un'avventura gustata, ricca di paure, incertezze, emozioni, esaltazione e un velo sottile di malinconia che, inevitabilmente, inizia ad avvolgermi. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Tra poco ultimerò il mio piccolo lavoro al computer e lo consegnerò a Marco. Poi al commissary per acquistare i piccoli pezzetti di Embassy da recapitare in giro per il mio piccolo grande mondo di Laggiù... &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Forse soltando domani, quando la metro mi porterà oltre Barberini, quando carico di bagagli e ricordi salirò sul treno del ritorno, inizierò a comprendere che é davvero arrivata la fine di quest'altro piccolo grande capitolo della mia vita.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Passerà poco tempo. Le dita si riabitueranno a non comporre Alt+130 per mettere una é. Cercherò ancora il mio badge prima di uscire di casa e forse (non lo escludo) faticherò a tornare alla consueta camicia fuori dai jeans...&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Poi tornerà tutto come prima.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;O forse no... Perché nel frattempo avrò vissuto un altro pezzetto di vita, e avrò aggiunto un altro po' di storia importante, fatta di persone e pensieri, al mio archivio dai cassetti bassi e stretti. Per crescere. Ancora un po'.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+L'ultimo+dei+giorni+interminabilmente+brevi&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>inoisselfir</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!333.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!333.entry</guid><pubDate>Fri, 22 Feb 2008 14:58:02 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!333/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!333.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-02-22T14:58:02Z</dcterms:modified></item><item><title>Pensieri del buffo quando</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!326.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;p style="margin:0in 0in 0pt"&gt;&lt;span lang=IT style=""&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;Quando desideri qualcosa; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0in 0in 0pt"&gt;&lt;span lang=IT style=""&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;quando la desideri con tutto te stesso; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0in 0in 0pt"&gt;&lt;span lang=IT style=""&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;quando hai pianto tutte le tue lacrime e hai dato fondo alla tua scorta di luoghi comuni e di consolazioni; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0in 0in 0pt"&gt;&lt;span lang=IT style=""&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;quando quello che ti resta è solo la speranza che domani arrivi, diminuendo il tempo, che sembra non passare mai.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0in 0in 0pt"&gt;&lt;span lang=IT style=""&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;Quando tutta la tristezza del mondo ti ha svuotato della voglia di ridere, quando la solitudine ti ha attraversato e ti ha spazzato come il vento fa con la sabbia delle dune.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0in 0in 0pt"&gt;&lt;span lang=IT style=""&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;Quando ti rendi conto che quel qualcosa ti ha cambiato, divenendo parte di te, rendendosi indispensabile… Accade un fenomeno buffo, incredibile se ci si pensa.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0in 0in 0pt"&gt;&lt;span lang=IT style=""&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;Perché più si avvicina il momento di rivedere quel qualcosa, di ricongiungerti ad esso, rendendolo nuovamente parte di te, e più cresce una paura strana. La paura di non riuscire a manifestare tutta la felicità, la voglia di gioire, di festeggiare per aver finalmente ritrovato il tuo tesoro.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0in 0in 0pt"&gt;&lt;span lang=IT style=""&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;E’ lo strano pensiero che mi ha colto pensando a quando tornerò, a quando riabbraccerò la meravigliosa realtà che ho lasciato custodita sulla Rupe. E in me si è fatta strada una paura ancora più curiosa: quella di bloccarmi, di essere talmente tanto felice da non riuscire a dimostrare quello che provo… &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0in 0in 0pt"&gt;&lt;span lang=IT style=""&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;Buffo… Come i miei pensieri di questa sera.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+Pensieri+del+buffo+quando&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>inoisselfir</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!326.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!326.entry</guid><pubDate>Fri, 08 Feb 2008 17:28:31 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!326/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!326.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-02-08T17:28:31Z</dcterms:modified></item><item><title>Perso nel mio mondo</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!324.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;&lt;strong&gt;Quanti mondi esistono? E in quanti di questi abbiamo vissuto?&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;&lt;strong&gt;Me lo sono chiesto ieri notte, poco prima di chiudere gli occhi... Ieri, nonostante fossero le 3.00, nonostante i miei capelli fossero ancora umidi di pioggia, non potevo fare a meno di sorridere mentre i miei sogni e i ricordi iniziavano già a mischiarsi.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;&lt;strong&gt;La redazione della Gazzetta dello Sport per me non é solo un luogo. E' un punto di arrivo, é il miraggio che una volta l'anno si materializza per poi scomparire senza possibilità di prolungarsi ancora.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;&lt;strong&gt;C'é qualcosa di strano tra quelle mura; fra i desk e i computer c'é l'ombra del tempo che non passa, e non sono l'unico ad essersene accorto. &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;&lt;strong&gt;Stefano, che non vedevo dal 2005, mi ha accolto come se ci fossimo visti ieri, dicendomi: &amp;quot;Beh... Un anno passa in fretta eh?&amp;quot;.  Di anni ne sono passati quasi tre... Gliel'ho ricordato sorridendo e lui, dopo un attimo di smarrimento, ci ha ragionato su: &amp;quot;Ammazzaaoh! E' vero... Ma nun sembra proprio che é passato tutto sto tempo...&amp;quot;.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;&lt;strong&gt;E invece é passato. E ha portato via con se tanti Roberto, tante parti di me, piccole o grandi, che man mano si sono ricreate, con i loro piccoli grandi dolori.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;&lt;strong&gt;Ma tutto questo ieri sera non importava... Non importava mentre sbirciavo da dietro la schiena di Angelo il suo monitor, cercando di aiutarlo a mettere giù il titolo giusto.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;&lt;strong&gt;Non importava mentre litigavo con gli altri, divertendomi un mondo, chiamando i giocatori del fantacalcio (che Dio benedica il gioco più bello del mondo dopo il Football...).&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;&lt;strong&gt;E tutto questo non importava mentre, dopo un brindisi a base di birra rossa con i miei (vorrei) colleghi a piazza Cavour, neppure una corsa fino all'auto ci risparmiava la violenza della pioggia, che alla fine ci ha lasciati completamente fradici a ridere sull'Audi A3 di Fabrizio, io e altri tre ragazzi di 40 anni (gli altri due ci avevano già salutati prima...).&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;&lt;strong&gt;Per la prima volta, da quando sono qui, mi sono sentito nuovamente me stesso... E non importa se stamattina ho avuto brividi di freddo indossando le mie scarpe ancora abbondantemente umide, che mi si sono asciugate addosso...&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;&lt;strong&gt;Va bene così. Perché ieri sera ho ritrovato un'altra piccola giostra, quella che avevo lasciato qui a Roma tre anni fa, con le sue vetture autentiche, che non hanno bisogno di imitazioni.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;&lt;strong&gt;Finalmente ho capito che non giova a nulla cercare di ricreare la perfezione di ciò che custodisce la mia Rupe, perché finora ho cercato di illudermi, pensando di non poter fare a meno di avere qui tutti i sogni di legno e pittura. Invece adesso ho capito che sta a me cercare di conservare il ricordo del mio tesoro, e soltanto il pensiero continuo mi permetterà di ritrovare il mondo che ho lasciato in riva allo Stretto.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;Tornare lassù sarà possibile.&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="Courier New" color="#0070c0" size=3&gt;Intanto mi godo quest'altro pianeta.&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+Perso+nel+mio+mondo&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>inoisselfir</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!324.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!324.entry</guid><pubDate>Tue, 05 Feb 2008 16:52:52 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!324/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!324.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-02-05T17:04:02Z</dcterms:modified></item><item><title>La giostra di Lonely Town</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!306.entry</link><description>&lt;div align=center&gt;MAX - LA VOLTA BUONA&lt;/div&gt;
&lt;div align=center&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div align=center&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;font style="background-color:#000000" color="#ffffff"&gt;Abitavo ancora in periferia &lt;br&gt;c'era un bar proprio sotto casa mia &lt;br&gt;una sera dal balcone guardo giù &lt;br&gt;arriva un auto con il lampeggiante blu &lt;br&gt;Gli uomini in borghese cercano uno che &lt;br&gt;gioca a carte ad un tavolo con altri tre &lt;br&gt;gli dicono: &amp;quot;ci segua una formalità&amp;quot; &lt;br&gt;lo stanno per portare sulla macchina &lt;br&gt;Il barista dice: &amp;quot;scusa un attimo &lt;br&gt;sei fortunato che io sono attento e ho &lt;br&gt;notato che hai lasciato il tuo giubbotto &lt;br&gt;sull'attaccapanni proprio sotto la tv&amp;quot; &lt;br&gt;Nel giubbotto c'è un sacchetto che &lt;br&gt;contiene troppi grammi di una polvere &lt;br&gt;che mai nessuno avrebbe attribuito a lui &lt;br&gt;lasciando quel giubbotto per i cazzi suoi &lt;br&gt;&lt;br&gt;Gira gira gira e va &lt;br&gt;come un punto di domanda e non si sa quando si fermerà &lt;br&gt;la volta buona &lt;br&gt;Gira gira e resterà &lt;br&gt;per un attimo soltanto poi all'improvviso sparirà &lt;br&gt;la volta buona &lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#002060"&gt;&lt;font style="background-color:#ffff00"&gt;E cambierà il destino&lt;/font&gt; &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;font style="background-color:#000000" color="#ffffff"&gt;la volta buona &lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#002060"&gt;&lt;font style="background-color:#ffc000"&gt;E passerà quel treno &lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;font style="background-color:#000000" color="#ffffff"&gt;la volta buona &lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#002060"&gt;&lt;font style="background-color:#ff0000"&gt;Sarà un altro finale &lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;font style="background-color:#000000" color="#ffffff"&gt;la volta buona &lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color="#002060"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;font style="background-color:#c00000"&gt;Sarà tutto migliore &lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;font style="background-color:#000000" color="#ffffff"&gt;la volta buona &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;font style="background-color:#000000" color="#ffffff" size=2&gt;Erano una coppia storica &lt;br&gt;già fidanzati da un eternità &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font style="background-color:#000000" face="Courier New" color="#ffffff" size=2&gt;lei si fidava ciecamente fino a che &lt;br&gt;lui un giorno cominciò a ricevere &lt;br&gt;dei messaggi a cancellarli subito &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;font style="background-color:#000000" color="#ffffff"&gt;tranne uno che dimenticò &lt;br&gt;e lei lo trovò &lt;br&gt;così quando alla sera salutò e uscì &lt;br&gt;lei da lontano in motorino lo seguì &lt;br&gt;La stronzetta bionda salì in macchina &lt;br&gt;poi ripartirono a tutta velocità &lt;br&gt;lei ce la fece a stargli dietro per un po' &lt;br&gt;ma in una curva l'avantreno scivolò &lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;font style="background-color:#ffff00"&gt;L'uomo catarifrangente scese &lt;br&gt;dalla sua carrozza bianca illuminandola &lt;br&gt;di una luce azzurrissima, si avvicinò &lt;br&gt;le disse ora cura di te mi prenderò &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;font style="background-color:#000000" color="#ffffff"&gt;Gira gira gira e va &lt;br&gt;come un punto di domanda e non si sa quando si fermerà &lt;br&gt;la volta buona &lt;br&gt;Gira gira e resterà &lt;br&gt;per un attimo soltanto poi all'improvviso sparirà &lt;br&gt;la volta buona &lt;br&gt;E cambierà la vita &lt;br&gt;la volta buona &lt;br&gt;Sarà la via d'uscita &lt;br&gt;la volta buona &lt;br&gt;Sarà il cambio di scena &lt;br&gt;la volta buona &lt;br&gt;Sarà la volta buona &lt;br&gt;la volta buona &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;font style="background-color:#000000" color="#ffffff" size=2&gt;Gira gira gira e va &lt;br&gt;come un punto di domanda e non si sa quando si fermerà &lt;br&gt;la volta buona &lt;br&gt;la volta buona &lt;br&gt;la volta buona &lt;br&gt;la volta buona &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=center&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div align=right&gt;&lt;font style="background-color:#953734" face="Comic Sans MS" color="#ffffff" size=3&gt;Gira, gira, gira e va... Un po' come la mia giostra, che invece so come fermare e come fare ripartire. Il fatto é che che per ora sono solo... Ho cercato di riprodurre le mie vetture del cuore anche qui su questo carosello a stelle e strisce, ma non é la stessa cosa... Mi sono reso conto che non basta ricreare i volti, gli involucri, se poi non si può aggiungere quello che serve di più: l'anima.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=right&gt;&lt;font style="background-color:#953734" face="Comic Sans MS" color="#ffffff" size=3&gt;Sto provando ad implementare qualche altro pezzo alla mia collezione, ma ogni mio tentativo risulta un po' più sbiadito, ogni nuova vettura sembra sempre imperfetta.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=right&gt;&lt;font style="background-color:#953734" face="Comic Sans MS" color="#ffffff" size=3&gt;E intanto gira, gira, gira e va... E non posso fare altro che impegnarmi al massimo a fare andare per il meglio questa giostra straniera e &lt;em&gt;lonely&lt;/em&gt; che, piano piano, mi é sempre più familiare, sempre più &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; e meno &lt;em&gt;house&lt;/em&gt;... &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=right&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;font face="Comic Sans MS"&gt;&lt;font style="background-color:#953734"&gt;&lt;font color="#ffffff"&gt;Non riesco a non pensare continuamente a quello che ho lasciato, a quanto mi mancano i miei amici, la mia famiglia e anche... la mia FAMIGLIA... Che si scrive in questo modo ma si legge in maniera totalmente differente... Perché sono &lt;em&gt;alone&lt;/em&gt;, ma ogni tanto spunta un pizzico di &lt;em&gt;loneliness...&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=right&gt;&lt;font style="background-color:#953734" face="Comic Sans MS" color="#ffffff" size=3&gt;Ma allo stesso tempo cerco di impegnarmi al massimo, cerco di far funzionare la giostra, prendendo in giro il destino, cercando di salire al volo sul treno che corre veloce di fronte a me..&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=right&gt;&lt;font style="background-color:#953734" face="Comic Sans MS" color="#ffffff" size=3&gt;E cercherò di cambiare il finale, di renderlo davvero migliore. Scrivendone le ultime righe su questa tastiera senza é, à, ì, ù, e ò, che ho imparato a usare comunque con le combinazioni, all'inizio faticando, ma poi sempre più velocemente, sempre meglio, sempre di più...&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=right&gt;&lt;font style="background-color:#953734" face="Comic Sans MS" color="#ffffff" size=3&gt;Speriamo sia davvero la volta buona...&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+La+giostra+di+Lonely+Town&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>inoisselfir</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!306.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!306.entry</guid><pubDate>Tue, 29 Jan 2008 10:35:30 GMT</pubDate><slash:comments>2</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!306/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!306.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-01-29T15:10:54Z</dcterms:modified></item><item><title>La prima volta delle prime volte</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!289.entry</link><description>&lt;div&gt;Dicono che la prima volta non si scordi mai... &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Premesso che, qualunque sia l'ambito di riferimento, ci possono essere varie prime volte, anche relativamente alle stesse esperienze, posso dire che oggi ho avuto una mia prima volta, e non credo sia andata poi così male... &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;E' buffo pensare di trovarsi sulla mia giostra, intento nel solito sogno a metà, per poi aprire gli occhi e capire che sta davvero per toccare a te...&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Certamente il face2face dell'Ambasciata degli Stati Uniti non é Porta a porta né Ballarò... &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Certamente avremo avuto un parterre di circa 5 spettatori di media con punte di 10... &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Ma non importa.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Quello che importa é che mi sono sentito per la prima volta a mio agio, dopo tanti giorni vissuti sul filo del rasoio, a osservare, a cercare di capire dove fossero i comandi di questa copia della mia giostra, che proprio non ne voleva sapere di partire... Ma alla fine ce l'ho fatta... Anche se non da solo... Anzi...&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Mentre guardavo dentro l'obiettivo, mentre scrollavo di dosso l'impaccio di questa &lt;em&gt;first time &lt;/em&gt;da moderatore con un vero ospite, davanti ad una vera telecamera, pensavo a chi mi ha voluto cedere questa prima volta. Pensavo al solito Grillo Parlante della giostra, che mi aspettava fuori da quella stanza ovattata, che sto imparando ancora di più a scoprire durante questi giorni intensi passati a lavorare assieme. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;E pensavo al fatto che finalmente ho imparato a dire le cose in faccia per chiarire. Pensavo che in questi giorni ho capito l'importanza della schiettezza e di quanto sia importante chiarire per poi ricominciare da zero. Serenamente.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Non dimenticherò che oggi la mia prima volta, per essere mia, non lo é stata per altre due persone. E se una delle due la conosco molto bene, non posso dire la stessa cosa dell'altra, che però sto imparando a conoscere e che mi sta sempre di più convincendo a mettere da parte le mie convinte reticenze...&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;La sola spiegazione a tutto questo é che sto crescendo. E crescere fa sempre un po' male ed é tanto difficile...&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;In tutto questo non ho dimenticato di pensare a tante cose mentre ero dietro quel grande obiettivo nero, che mi ha ricordato un paio di occhi neri tondi e acrilici... Degli occhi robotici che mi mancano sempre di più e a cui non posso fare a meno di pensare ogni qual volta la mia mente abbia uno spiraglio per conficcare uno spillo di malinconia tra un lavoro e l'altro.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;In tutto questo non ho dimenticato.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://http://italy.usembassy.gov/face2face/2008/scherer/"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://italy.usembassy.gov/Face2Face/2008/scherer"&gt;&amp;gt;&amp;gt; L'INTERVISTA &amp;lt;&amp;lt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+La+prima+volta+delle+prime+volte&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>inoisselfir</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!289.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!289.entry</guid><pubDate>Fri, 25 Jan 2008 17:47:57 GMT</pubDate><slash:comments>2</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!289/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!289.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-02-11T16:54:18Z</dcterms:modified></item><item><title>I pensieri tra le pagine del quaderno rosso</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!286.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;La mia avventura in terra straniera (almeno in via formale) é iniziata già da qualche giorno.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;Qui a Roma non ho potuto portare la mia giostra, ma poco importa... Ne ho conservato una foto in un piccolo quaderno dalla copertina rossa, da poter ammirare tutte le volte che mi mancheranno il mio eremo ed i miei amici di legno e vernice. So che mi aspetteranno, per riconsegnarmi l'armatura di cartapesta. Intanto ne farò a meno, ma porterò addosso una ben più pesante corazza in fresco di lana con i bottoni e un'elegante cravatta. L'elmo l'ho già sostituito con una pettinatura sobria e la celata é stata accantonata da un viso ben rasato. &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;Tutto ciò non credo servirà comunque a proteggermi, così come non mi avrebbe protetto la mia difesa di cartone. E in fin dei conti il mio tempo qui non credo sarà poi così male: La gente é per lo più simpatica e io, come sapete in tanti, mi adatto subito ad ogni situazione. Qualcuno direbbe: &amp;quot;come un ramo che si piega al vento per poi tornare al suo posto quanto questo si placa&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;Devo ammettere che non avevo mai visto Roma in questa stagione. Se dovessi definirla attraverso i colori direi che la vedo grigia e marrone, con qualche tinta di arancione, in quei giorni, come oggi, in cui il Sole si ricorda di questa città e le concede qualche raggio e un po' di calore.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;In questa settimana quasi tutti i miei amici, quelli a cui tengo di più, si sono curati di me. Chi con un messaggino, chi con uno squillo o magari con una telefonata. Qualcuno mi ha fatto una e-mail per augurarmi buona fortuna. &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;Quasi tutti. &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;Quasi. &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;Ma alla fine quello che conta é il pensiero no?. &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;Massì... Dettagli...&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;Quello che conta é che qui &lt;em&gt;I'm having a good time. &lt;/em&gt;E questo nonostante una parte di me, che diventa sempre più enorme, sia rimasta a Messina.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;Spero di potermi sentire completo molto presto. Magari alla fine della prossima settimana. Lo spero tanto...&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;Nel frattempo cerco di custodire tutti i miei desideri e tutte le mie speranze dentro quel quaderno rosso, insieme ai sogni trascinati via con me fin qui.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;Non é stato facile. E non lo sarà mai. Ma proprio per questo, se un giorno dovessi riuscire a fare qualcosa di buono, sarà ancora più gustoso festeggiare con chi, fra voi che leggete, avrà piacere di farlo. &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;E pazienza se qualcuno si assenterà.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face=Garamond size=3&gt;In fondo basta il pensiero, no?&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Lucida Handwriting" size=3&gt;&lt;/font&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Lucida Handwriting" size=3&gt;&lt;/font&gt; &lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+I+pensieri+tra+le+pagine+del+quaderno+rosso&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>inoisselfir</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!286.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!286.entry</guid><pubDate>Fri, 18 Jan 2008 17:11:00 GMT</pubDate><slash:comments>2</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!286/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!286.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-01-18T17:30:03Z</dcterms:modified></item><item><title>Le riflessioni del silenzio</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!285.entry</link><description>&lt;div&gt;Non scrivo da tanto tempo... &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Forse perché non ho avuto neppure un momento per prendere in mano la mia penna immaginaria e iniziare a buttare giù i consueti litri di inchiostro invisibile. Come se di punto in bianco la mia biro fatta di fantasia avesse esaurito la sua cartuccia.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;No. Non é così. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;E allora potrebbe essere stata la mia inconsueta voglia di condividere con tutti voi i tanti piccoli e grandi passi messi in fila sulla piccola-grande boulevard della mia vita.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;No. Neppure...&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Beh... A questo punto non so davvero cosa possa avermi portato a rimandare questo post.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Forse soltanto non c'é un perché; e io mi affanno a trovarlo lo stesso...&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+Le+riflessioni+del+silenzio&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>inoisselfir</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!285.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!285.entry</guid><pubDate>Fri, 18 Jan 2008 16:35:37 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!285/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!285.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-01-18T16:35:37Z</dcterms:modified></item><item><title>Solo acqua...</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!270.entry</link><description>&lt;font color="#1f497d" face="Lucida Handwriting" size=4&gt;Da tanto tempo non venivo qui… &lt;br&gt;Mi ero quasi dimenticato del mio scoglio sullo Stretto, dello sciabordio delle acque vive del mare.&lt;br&gt;Stare qui, vicino al mio amico eterno, fa uno strano effetto… Questo luogo mi svuota da tutte le amarezze; le onde lavano via la cattiveria umana delle parole, mentre la marea si innalza ed il mare pare assorbire tutti i miei stolti pensieri di questa sera.&lt;br&gt;Smessi i panni del Dott. Bonsignore, strappata via la pelle di inadeguato figlio e studente; maldestro amico e scarso fidanzato; tolta, bruciata via la grottesca faccia “normale”…&lt;br&gt;Forse solo qui, su questa roccia lontana da tutto, lontana dal mondo, riuscirò a trovare pace; serrato, protetto dalla mia armatura immaginaria, so che lo Stretto non si aspetta nulla da me.&lt;br&gt;Nessun target da raggiungere. &lt;br&gt;Nessuna aspettativa da vedere realizzata in me. &lt;br&gt;Nessun voto sul libretto. &lt;br&gt;Nessuna assenza dal gruppo. &lt;br&gt;Nessun dolore causato dalla mia inadeguatezza.&lt;br&gt;Al mare basta la mia compagnia, e quando me ne andrò non verrà a cercarmi… Si accontenta, non si attende nulla da me. Non lo deluderò mai…&lt;br&gt;Vorrei tanto vedermi riflesso come le luci che brillano di fronte a me, il mio viso specchiato sulle acque scure di questa sera.&lt;br&gt;Vorrei guardarmi, osservarmi per un lungo istante. E poi diventare tutt’uno con il mio Stretto.&lt;br&gt;Vorrei… Ma so che quando i miei occhi distoglieranno lo sguardo da questa meraviglia; quando le narici saranno piene dell’aria frizzante della notte; quando il suono della Sua voce liquida avrà cancellato qualsiasi altra musica dalla mia mente, allora dovrò tornare alla vita, e il mio nome riprenderà ad avere un senso. O a perderlo di nuovo. E sarò ancora il Dott. Bonsignore, il figlio, lo studente, il fidanzato, l’amico.&lt;br&gt;E andrò via, quando i lampi inizieranno a scagliarsi sull’acqua, che mentre il cielo si squarcerà di luce, rimarrà impassibile, come se non accadesse niente in Lei…&lt;br&gt;E anch’io vorrei essere così…&lt;br&gt;Vorrei essere come l’acqua…&lt;br&gt;Vorrei esserlo adesso…&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+Solo+acqua...&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>inoisselfir</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!270.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!270.entry</guid><pubDate>Wed, 10 Oct 2007 18:41:05 GMT</pubDate><slash:comments>3</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!270/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!270.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-10-10T18:49:01Z</dcterms:modified></item><item><title>La giostra di dopodopodomani</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!269.entry</link><description>&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#002060"&gt;&lt;span style="background-color:rgb(146, 208, 80)"&gt;Quanto tempo… &lt;/span&gt;&lt;br style="background-color:rgb(146, 208, 80)"&gt;&lt;span style="background-color:rgb(146, 208, 80)"&gt;Sono stato via parecchio anche se, magari, per qualcuno la mia assenza sarà durata fin troppo poco... &lt;/span&gt;&lt;br style="background-color:rgb(146, 208, 80)"&gt;&lt;span style="background-color:rgb(146, 208, 80)"&gt;Per un attimo, al mio ritorno, ho creduto non avrei più trovato la vecchia giostra, con le sue vetture scrostate e cigolanti. E invece era ancora lì, arroccata sul solito spuntone di roccia; &lt;br&gt;là, miracolosamente ancora in piedi, in balìa delle raffiche di scirocco, a picco sul mare.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;font style="background-color:rgb(0, 32, 96)" color="#00b050" size=3&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color="#00b0f0" size=3&gt;&lt;font style="background-color:rgb(112, 48, 160)" color="#ffffff"&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Comic Sans MS"&gt;Ne sono accadute di cose quest’estate… Un’estate che attendevo da parecchio tempo…&lt;br&gt;Verrà da chiedersi cosa abbia fatto di così tanto particolare durante questi mesi… La risposta è: niente di speciale. &lt;br&gt;O almeno niente che apparirebbe speciale agli occhi di qualcuno che non sia io. &lt;br&gt;Già… Perché, tra rivoluzioni sentimentali con ripetuti round tra cuore e ragione, terminati con un pari e patta (entrambi vincitori o entrambi sconfitti… Credo alla fine il risultato sia il medesimo), maratone fantozziane (m&lt;/font&gt;&lt;font face="Comic Sans MS"&gt;aledetto chisoio…), telefonate interminabili e le solite, immancabili, gaffes &lt;i&gt;“made in Bonsi”&lt;/i&gt;, questa estate è scorsa via dolcemente, lasciando dentro il vecchio cavaliere un senso di nostalgico benessere, giusto un pizzico di quella serena malinconia della quale mi rendo conto di non poter fare a meno… In linea con ciò c&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Comic Sans MS"&gt;he, alla fine, sono io.&lt;br&gt;Ma la vera novità, il vero cambiamento, l’ho scoperto una volta accomodatomi tra le mie incerte vetture, stravaccato su quella a forma di panda, proprio accanto al sedile con la testa da robot. &lt;br&gt;Mi sono dato un’occhiata intorno… &lt;br&gt;Si… Le mie sculture di legno colorato c’erano ancora tutte: il vecchio Pegaso era ancora al suo posto e, accanto a lui, Apollo col suo Sole sbiadito appoggiato sul carro; c’era, subito dietro, il dolce e malinconico Winnie the Pooh, che ogni tanto penso di restaurare, ma che alla fine so di non voler cambiare mai… E poi la vettura unica a forma di Puffo e Memole… Perfino il grande Grillo Parlante pareva fissarmi, con il solito sguardo azzurro, carico di affezionato e divertito rimprovero…&lt;br&gt;C’erano proprio tutti i miei compagni di mille solitudini, di tutte quelle notti passate al gelo lassù, aspettando, sperando che il vento portasse via anche me, insieme alle nuvole veloci che seguivo col mio sguardo implorante. Io, che avrei voluto scappare via, nascondermi in un angolo sperduto del mondo; in un posto remoto, nel quale mi illudevo avrei potuto rifuggire la mia sofferenza, le mie paure, il mio odio per me stesso…&lt;br&gt;Ma ancora viene da chiedersi cosa sia cambiato, visto che a questa domanda non ho ancora voluto o potuto rispondere…&lt;br&gt;E’ semplice… Come è stato semplice, e al tempo stesso straordinario, aprire nuovamente gli occhi una &lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color="#00b0f0" size=3&gt;&lt;font style="background-color:rgb(112, 48, 160)" color="#ffffff"&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Comic Sans MS"&gt;qualunque &lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color="#00b0f0" size=3&gt;&lt;font style="background-color:rgb(112, 48, 160)" color="#ffffff"&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Comic Sans MS"&gt;mattina di settembre. Proprio quella mattina in cui mi sollevai dalla giostra per tornare al mio eremo di studio… &lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;font style="background-color:rgb(95, 73, 122)" color="#ffff00" size=3&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Comic Sans MS"&gt;Risate di bimbi divertiti. &lt;br&gt;Complice la scarsa voglia di quella giornata, usai la scusa per alzare la testa e dare un’occhiata fuori dalla finestra aperta.&lt;br&gt;Due piccole amiche stavano parlando da un balcone all’altro, si organizzavano per andare a giocare l’una a casa dell’altra, previo permesso dei rispettivi genitori… Ne potevo vedere solo una, che raccontava a chi, evidentemente, si trovava ad un piano inferiore, di come le loro mamme si parlassero anch’esse alla stessa maniera…&lt;br&gt;“Allora ci vediamo dopodopodomani?” “Si… Ma non so se mia nonna c’è dopodopodomani… Forse vengo il giorno dopo di dopodopodomani”.&lt;br&gt;Seduto alla scrivania sorrisi… Cosa mi stava succedendo? Era solo una buffa conversazione tra due bambine… &lt;br&gt;Il discorso finì, e ripresi a studiare di malavoglia. Passò una mezz’oretta e decisi di prendere una boccata d’aria in balcone, giusto per fingere di interrompere quello stillicidio. Guardai giù e vidi la bambina che non avevo potuto scorgere dalla mia postazione di pseudostudio: stava giocando con le mollette di legno, uno di quei giochi fatti di niente di cui sono capaci solo i bimbi. Ci giocava con il solo braccio a sua disposizione, poiché ne aveva uno completamente ingessato. La sua amichetta sarebbe andata a trovarla dopodopodomani, bene che fosse andata… Ma lei era lì, persa nella sua fantasia, a giocare col nulla riempito di immaginazione, con quella capacità di sognare che, mi sorpresi a pensare, forse stavo ritrovando…&lt;br&gt;Mi misi alla prova. Capii che forse qualcosa era cambiato. &lt;br&gt;Ne ebbi la conferma definitiva qualche giorno dopo…&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#c00000" face="Comic Sans MS"&gt;&lt;span style="background-color:rgb(146, 208, 80)"&gt;Stavo tornando a casa, incazzatissimo, dopo una di quelle giornate-tipo in cui non c’è una-cosa-una che vada per il verso giusto…&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color:rgb(146, 208, 80)"&gt;&lt;span style="background-color:rgb(146, 208, 80)"&gt;Poi vidi qualcosa che fino a poco tempo prima neppure avrei notato… Mentre la gente strombazzava e impazziva dentro la propria auto, vidi un uomo, sulla trentina, occhiali da vista tondi, che andava avanti fra le macchine, in contromano. Lo potevo vedere attraverso i finestrini delle altre auto, a una decina di metri di distanza. Con un braccio stringeva a sé quello che doveva essere suo figlio. L’altro braccio non lo poteva usare… Era impegnato a comandare la cloche della sedia a rotelle elettrica… &lt;/span&gt;&lt;br style="background-color:rgb(146, 208, 80)"&gt;&lt;span style="background-color:rgb(146, 208, 80)"&gt;Lo osservai ancora, mentre arrancava tra le auto, tenendo più stretto che poteva quel piccolo fagotto… E di colpo mi resi conto che la mia rabbia era svanita, sfumata dietro quella sedia a rotelle elettrica che avanzava contromano, metafora della vita di quell’uomo che, nonostante i suoi problemi, reali come quella sedia e come suo figlio, andava avanti controcorrente.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color="#ffffff" size=3&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Comic Sans MS"&gt;&lt;span style="background-color:rgb(0, 0, 0)"&gt;Fu il clacson di una inviperita signora a destarmi da quella sorta di catarsi. &lt;/span&gt;&lt;br style="background-color:rgb(0, 0, 0)"&gt;&lt;span style="background-color:rgb(0, 0, 0)"&gt;Raggiungendo casa mi resi conto di quanto gli ultimi mesi mi avessero cambiato. Di quanto l’orizzonte che si ammira dal mio scoglio si fosse arricchito di nuove sfumature, nuovi particolari che, sicuramente erano già lì da sempre… Bastava solo trovassi il modo di ammirarli e di poterne godere la bellezza infinita. Bastava solo trovassi qualcosa che mi permettesse nuovamente di osservare, senza più fermarmi alla sola vista delle cose. Bastava solo trovassi un nuovo sogno per riattivare la giostra. E tornare a sperare…  &lt;/span&gt;&lt;br style="background-color:rgb(0, 0, 0)"&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-3421238535333918366&amp;page=RSS%3a+La+giostra+di+dopodopodomani&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ultimocavaliere82.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ultimocavaliere82"&gt;</description><category>inoisselfir</category><comments>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!269.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!269.entry</guid><pubDate>Fri, 21 Sep 2007 22:32:49 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/blog/cns!D08551ADB98B4962!269/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!269.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-09-21T22:41:54Z</dcterms:modified></item><item><title>Il robot sulla giostra del lago</title><link>http://ultimocavaliere82.spaces.live.com/Blog/cns!D08551ADB98B4962!266.entry</link><description>&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Il sole, con la sua impietosa dolcezza, mi sfiorò nuovamente gli occhi, costringendomi ad aprirli.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Osservai ancora stordito il mondo attorno a me, che da quella prospettiva orizzontale appariva sfuocato e incerto. O che, forse, così indefinito lo era sempre stato; salvo ingannarci tutti attraverso l’illusione di ciò che la vista ci propone… &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Ero ancora sulla mia roccia. Lì, sull’orlo del dirupo che avevo rifiutato poco tempo prima. Mi alzai lentamente, senza fretta… Ed il corpo, ancora intorpidito, iniziò a riprendere la percezione di sé. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Una volta in piedi, mi avvicinai alla mia giostra, per sfuggire all’insistenza del sole che, nel frattempo, aveva smesso la dolcezza per iniziare a mordere sempre con maggiore rabbia. Cercai riparo tra le mie vetture, lasciandomi cadere distrattamente su una di esse. Chiusi gli occhi per godere della frescura appena sopraggiunta, e sentii una strana sensazione. La stessa che avevo provato prima di addormentarmi… La percezione di una presenza accanto a me. Una presenza che, evidentemente, doveva essere ancora lì. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Mi voltai, guardai intorno con attenzione. Ma non vidi nessuno… Eppure ero sicuro di non essere solo lassù. C’era qualcosa, qualcuno con me. C’era un particolare nuovo, che non riuscivo a cogliere. Una sfumatura forse, una nuova emozione… Talmente nuova da essere vecchia di secoli…&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Volsi nuovamente lo sguardo, che cadde su una vettura. La osservai con attenzione. Era buffo… Non la ricordavo proprio quella postazione. Eppure non passava di certo inosservata. Il colore rosso, benchè eroso dal sole, aveva ancora dei riflessi accesi. E chi l’aveva costruita aveva fatto decisamente un ottimo lavoro… Era proprio un bel sedile a forma di robot. Uno di quelli semplici, come nelle favolette per bambini. Con il corpo squadrato e le valvole a vista disegnate tutt’intorno. La testa, invece, era più arrotondata, con due antenne orizzontali ai lati, due grandi occhi a palla sporgenti e il disegno di un sorriso. “Dolcissimo” – pensai. “Come fa il sorriso di un robot ad essere dolce?”. Eppure era proprio così. Quegli occhi senza pupille sembravano guardarmi, mentre il robot continuava a mostrarmi il suo sorriso acrilico e… dolce…&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Pensai che il sole avesse avuto un effetto strano su di me quel giorno… Ma non avevo tempo per rimuginare ulteriormente… Avevo un esame da dare. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Smisi l’armatura di cartapesta e infilai la spada di legno nella sua guaina: Era tempo di tornare a quella che gli altri chiamano realtà.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Erano passate alcune ore ormai. Troppe… L’esame era andato discretamente. Non in maniera eccellente, ma era andato… E in quel momento avevo solo voglia di ritornare al mio eremo roccioso, per reindossare l’armatura e girare per un po’ attorno al mondo a bordo della giostra. Ma il mio carosello avrebbe dovuto attendere ancora un po’. Prima sarei dovuto passare a prendere un libro da una collega che non conoscevo. Mi aveva spiegato dove abitasse, e adesso ero lì, sotto casa sua ad aspettarla. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Durante l’attesa sentii la stanchezza che iniziava a sopraggiungere. Gli occhi, divenuti d’un tratto pesanti, iniziarono a chiudersi sempre più velocemente, lottando con il torpore che sentivo cogliermi inesorabilmente.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Mi voltai per capire se la mia collega fosse arrivata, e non credetti a quello che vidi…&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Un robot era fermo immobile all’incrocio della strada di fronte a me.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Quella visione durò un battito di ciglia. Al suo posto comparve una ragazza. Magliettina e jeans, capelli lunghi castani. Un libro fra le mani… Doveva essere la mia collega.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Presi il libro, ringraziandola. Solo in macchina mi fermai a riflettere sul fatto di non sapere neppure come si chiamasse. “Dettagli” – pensai. E nella mia testa ricomparve solo il desiderio di tornare al mio spuntone di roccia. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Guardai distrattamente l’orologio. Erano le tredici meno cinque: Restai stupefatto…&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Come poteva essere passato tutto quel tempo? Non ricordavo di aver aspettato così tanto. E non ricordavo nemmeno di essermi addormentato (l’unica cosa che avrebbe potuto spiegare il mio vuoto di memoria). Decisi di non pensarci più: Adesso volevo solo ritornare al mio scoglio.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Una volta reindossata la corazza di cartapesta e sguainato la spada di legno, mi sedetti sulla giosta ed avviai il meccanismo.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Mentre il carosello riprese a girare attorno al mondo, provai ancora la stessa sensazione di quella mattina. La stessa inconfondibile presenza.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Mi alzai di colpo, e iniziai a frugare tra le vetture. Presi a cercare qualcosa, qualcosa di cui neppure io sapevo niente, se non che stava iniziando a farmi incuriosire e inquietare allo stesso tempo. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Mi voltai.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;E la vidi.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Ancora la vettura a forma di robottino. Con il suo smalto lucido e quegli occhi… Quegli occhi che sembrava mi stessero scrutando il cuore. Quel sorriso dipinto che trovavo così divertente e al tempo stesso dolcissimo… &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Mi avvicinai, fino ad arrivare a un palmo da quelle semisfere di resina dipinte di un nero brillante. Studiai con attenzione quel blocco rosso, lo osservai passo passo, quasi dovessi imprimermi nella mente ogni particolare, ogni graffio, ogni caratteristica di quella scultura di legno che mi inquietava ed al tempo stesso mi attraeva come una calamita.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Sollevai lo sguardo, e mi accorsi che nel frattempo la giornata era passata. Il sole non mordeva più, e anzi, ormai si era acquietato, tanto da lasciarsi guardare, mentre iniziava a percorrere la sua strada verso quella grande finzione che è la notte.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Quella presenza, intanto, non aveva smesso di aleggiare attorno a me. Era lì, e pensai che quella sensazione durava ormai da un po’ di tempo.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Decisi di tornare ancora alla realtà. E per farlo pensai di scendere a mare, al mio Stretto che da qualche tempo avevo trascurato. Da quando… Si… Da quando il mio Pegaso si era infranto sulla scogliera assieme ai sogni durati lo spazio di un tramonto.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Raggiunsi il pilone, la punta estrema della mia città. E iniziai ad osservare Scilla e Cariddi, invisibili a tutti gli altri. Erano lì, a sorvegliare, sonnacchiosi, il lento incedere delle navi e delle correnti sulle acque calme di quella sera. Laddove qualche tempo prima avrei voluto passare, sfrecciando a un pelo dalle correnti di cristallo, per andare via e non tornare più.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Restai ancora un po’ a parlare con il mio amico nel nostro linguaggio silente. Poi pensai fosse arrivato il momento di salutarlo e congedarmi. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Per tornare alla mia dimora decisi di percorrere la strada che costeggia il grande lago salato, il mio secondo amore dopo lo Stretto.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Accostai l’auto vicino una vecchia bottega di pescatori, e scesi un attimo per godere di quello spettacolo.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Ormai era notte fonda. Nessuna macchina, nessuna persona in quel momento passavano da lì. Era una situazione surreale. Mi sentii quasi come se fossi sul mio scoglio a picco sul mare.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Mi voltai alla mia destra e la vidi. Una ragazza dai lunghi capelli castani, dall’aspetto familiare, stava osservando il lago. Con le mani appoggiate sulla ringhiera di fronte a sé era immobile, quasi fosse un tutt’uno con l’enorme specchio liquido che rifletteva le luci dell’altra sponda. Sembrava non curarsi della mia presenza. E io non capivo da dove fosse comparsa.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Fu un attimo.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Un bruciore improvviso agli occhi. Dovetti chiuderli. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;I polpastrelli premuti sulle palpebre cercarono di massaggiare via il dolore che mi aveva colto senza alcun motivo.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Quando potei rialzare lo sguardo non credetti a quello che stavo vedendo.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;La ragazza era scomparsa, e lì, proprio davanti a me, c’era lui.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Non era possibile. Non era logico. Eppure… era lì. Ce l’avevo di fronte, a un paio di metri.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font style="font-family:Times New Roman,Times,Serif;font-style:italic" size=4&gt;&lt;span style="color:rgb(255, 0, 0)"&gt;Il suo colore, riflesso dalla luna sulle acque nere, era ancora più brillante. Stavolta non poteva essere un sogno.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/address&gt;&lt;address&gt;&lt;font sty